Il Decreto Sicurezza è una minaccia per chi si cura con la cannabis
Con l’introduzione del cosiddetto Decreto Sicurezza 2025, il quadro normativo italiano sulla cannabis terapeutica e sui prodotti a base di CBD entra in una delle fasi più controverse degli ultimi anni.
Il provvedimento, presentato come misura per la tutela della salute pubblica e dell’ordine, finisce però per estendere il suo raggio d’azione anche a settori già regolamentati, creando una zona grigia giuridica che colpisce direttamente pazienti, medici, farmacisti e operatori della filiera legale.
Il risultato non è maggiore sicurezza, ma una crescente insicurezza terapeutica: accesso più complesso alle cure, aumento dei costi e timore di sanzioni per chi agisce nel rispetto delle norme esistenti.
⚖️ Cosa prevede il Decreto, in concreto
Il Decreto interviene su più livelli, senza distinguere in modo netto tra:
- cannabis a uso medico prescritta da professionisti sanitari,
- canapa industriale a basso contenuto di THC,
- prodotti a base di CBD destinati a usi non ricreativi.
Questa sovrapposizione normativa introduce nuovi obblighi e restrizioni che, secondo numerosi giuristi, rischiano di entrare in conflitto con la giurisprudenza consolidata e con i principi di proporzionalità previsti dall’ordinamento italiano ed europeo.
Il punto di vista dei giuristi
L’Avv. Angelo Greco ha evidenziato in una recente analisi pubblica come il Decreto presenti profili critici sul piano costituzionale, in particolare per quanto riguarda l’uso della decretazione d’urgenza in assenza di dati oggettivi che dimostrino un’emergenza sanitaria o di ordine pubblico legata alla cannabis terapeutica.
Sulla stessa linea, gli avvocati Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti richiamano le pronunce della Corte di Cassazione, secondo cui la commercializzazione di infiorescenze di canapa industriale non costituisce reato in assenza di efficacia drogante.
Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso perplessità su un testo normativo che, per formulazione e ambito di applicazione, potrebbe violare i principi di ragionevolezza, certezza del diritto e proporzionalità dell’intervento penale.
Il ricorso alla Corte Costituzionale
Nel corso del 2025, un gruppo di operatori del settore e aziende della filiera della canapa ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale, chiedendo la sospensione di alcune disposizioni del Decreto.
I profili sollevati riguardano in particolare:
- l’assenza di evidenze scientifiche a supporto delle restrizioni introdotte,
- la possibile violazione della libertà di iniziativa economica,
- il contrasto con il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
Il procedimento è tuttora oggetto di attenzione da parte degli operatori sanitari e delle associazioni dei pazienti, in attesa di un orientamento chiaro della Corte.
🧑⚕️ Cannabis terapeutica e diritto alla cura
Per migliaia di persone in Italia, la cannabis medica non rappresenta un’alternativa “ideologica”, ma una terapia concreta per il trattamento di dolore cronico, patologie neurologiche, disturbi d’ansia e altre condizioni cliniche riconosciute dal Ministero della Salute.
“La cannabis terapeutica mi ha permesso di ridurre farmaci oppioidi e migliorare la qualità della mia vita quotidiana. Rendere più difficile l’accesso significa riportarmi indietro di anni.”
L’introduzione di nuovi obblighi burocratici e di interpretazioni restrittive rischia di colpire in modo particolare le fasce più fragili della popolazione: chi vive in aree senza farmacie specializzate, chi non può sostenere costi medici aggiuntivi, chi dipende da continuità terapeutica.
Il contesto europeo
A livello dell’Unione Europea, la canapa industriale e i prodotti a basso contenuto di THC sono regolati all’interno del principio di libera circolazione delle merci, salvo limitazioni motivate da reali esigenze di tutela della salute pubblica.
La Corte di Giustizia dell’UE ha più volte stabilito che gli Stati membri non possono vietare in modo generalizzato la commercializzazione di prodotti derivati dalla canapa legale senza una base scientifica solida che dimostri un rischio concreto.
È proprio su questo punto che il Decreto Sicurezza italiano rischia di entrare in tensione con il diritto europeo.
Un problema di certezza del diritto
Il vero nodo non riguarda solo la cannabis, ma il principio di chiarezza normativa. Quando una legge lascia spazio a interpretazioni contrastanti, chi opera legalmente si trova esposto a controlli, sequestri e procedimenti anche in assenza di comportamenti illeciti.
Questo clima di incertezza produce un effetto dissuasivo non solo sull’economia della canapa, ma anche sull’accesso alle cure e sulla libertà professionale dei medici.
📣 Conclusione: sicurezza e diritti non sono opposti
La sicurezza pubblica non può essere costruita a scapito del diritto alla salute e della certezza del diritto. Un sistema normativo efficace dovrebbe distinguere con precisione tra uso terapeutico, filiera industriale e mercato illegale, invece di sovrapporli in un unico quadro repressivo.
Canapalandia continuerà a seguire l’evoluzione giuridica e politica di questo tema, dando spazio alle voci dei pazienti, degli operatori sanitari e dei giuristi.
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Fonti e Aggiornamenti
Fonti
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Decreto-Legge in materia di sicurezza pubblica – 2025 – https://www.gazzettaufficiale.it
- Ministero della Salute – Cannabis a uso medico: normativa e indicazioni ufficiali – 2024–2025 – https://www.salute.gov.it
- Corte di Cassazione – Sentenze su canapa industriale ed efficacia drogante – 2019–2023 – https://www.cortedicassazione.it
- Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Causa C-663/18 (Kanavape) e giurisprudenza su CBD e libera circolazione delle merci – 2020–2024 – https://curia.europa.eu
- Eur-Lex – Normativa UE su canapa industriale e prodotti derivati – 2023–2025 – https://eur-lex.europa.eu
- Associazione Nazionale Magistrati – Comunicati e prese di posizione sul Decreto Sicurezza – 2025 – https://www.associazionemagistrati.it
- Dolce Vita – Approfondimenti su Decreto Sicurezza e ricorso alla Corte Costituzionale – 2025 – https://www.dolcevitaonline.it
Aggiornamenti editoriali
- 21/01/2026 – Aggiornato il quadro normativo con riferimenti a giurisprudenza UE e Cassazione
- 21/01/2026 – Inserita sezione sul contesto europeo e principio di libera circolazione delle merci
- 21/01/2026 – Verificata coerenza delle affermazioni con fonti istituzionali italiane ed europee
- 19/04/2025 – Pubblicazione iniziale dell’articolo
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